La fondazione
Francesco Pais Serra fonda il giornale a Sassari. Nasce come strumento di informazione liberale destinato a diventare la voce del nord Sardegna e, progressivamente, dell'intera isola.
Il quotidiano del nord che ha portato la voce di Sassari e dell'intera Sardegna nei saloni, nelle botteghe e nei campi di gioco.
«Da Sassari al resto dell'isola: ogni gara raccontata, ogni impresa narrata è un pezzo di identità che non va perduto.»
Museo dello Sport Sardo · Sala EditoriaOltre centotrent'anni di storia editoriale attraversano le pagine sportive de La Nuova Sardegna, dalla stampa artigianale di fine Ottocento all'informazione multimediale contemporanea.
Francesco Pais Serra fonda il giornale a Sassari. Nasce come strumento di informazione liberale destinato a diventare la voce del nord Sardegna e, progressivamente, dell'intera isola.
La prima pagina sulla strage dei minatori di Buggerru entra nella storia del giornalismo sardo. Il quotidiano si afferma come coscienza critica e voce dei lavoratori dell'isola.
Come tutti i giornali italiani, La Nuova Sardegna subisce la stretta del regime. La testata sopravvive, mantenendo la sua presenza editoriale attraverso anni di censura e controllo.
Alla fine del conflitto il quotidiano riprende vigore e si consolida come voce indipendente del nord Sardegna, accompagnando la ricostruzione economica e culturale dell'isola.
Angelo Rovelli acquisisce il giornale, avviando un processo di modernizzazione delle rotative e dell'organizzazione redazionale che porta a un aumento significativo della diffusione.
La Nuova Sardegna entra nel Gruppo L'Espresso, allora tra i principali gruppi editoriali italiani. Nuove risorse, nuovi standard giornalistici e maggiore distribuzione sull'isola.
Il quotidiano passa a SAE Sardegna SpA, una nuova proprietà locale. Inizia una nuova fase editoriale orientata al radicamento territoriale e alla valorizzazione dell'informazione regionale.
La Nuova Sardegna nasce nel 1891 a Sassari con una vocazione precisa: dare voce al nord dell'isola in un momento in cui il dibattito pubblico era quasi interamente concentrato a Cagliari. La scelta di Sassari come sede è già un atto culturale e politico.
Il quotidiano cresce come specchio fedele di una parte di Sardegna ricca di storia, tradizioni e contraddizioni, dal mondo agropastorale al tessuto artigianale e commerciale della città.
La copertura della strage di Buggerru del 1906 segna un punto di non ritorno: il giornale è capace di raccontare non solo il presente, ma di farsi memoria storica di eventi che altrimenti rischierebbero di essere dimenticati.
Il racconto sportivo si intreccia con quello della comunità: ogni vittoria o sconfitta diventa un momento collettivo che il quotidiano custodisce nelle sue colonne.
Durante il fascismo il giornale, come tutta la stampa italiana, subisce la censura del regime. Sopravvive però mantenendo la sua presenza e il suo legame con i lettori, in attesa di tornare alla propria voce originale.
Questo periodo di compressione informativa rende ancora più prezioso, a posteriori, il patrimonio editoriale che il quotidiano aveva accumulato nei decenni precedenti.
Nella ricostruzione postbellica, le pagine sportive de La Nuova Sardegna diventano uno specchio del desiderio di normalità e di futuro dell'isola. Il calcio, il ciclismo, l'atletica: ogni disciplina trova il suo spazio nel giornale del nord.
I club sportivi sassaresi, la Torres in testa, le tradizioni di lotta sarda, le gare equestri: una cultura sportiva profonda viene finalmente raccontata con la continuità che merita.
Con il passaggio a SAE Sardegna SpA nel 2022, La Nuova Sardegna si prepara a una nuova fase che valorizza il radicamento territoriale. In un'epoca di crisi della stampa locale, il quotidiano punta sulla prossimità come valore distintivo.
La sfida è custodire la memoria e continuare a fare cronaca: essere, come sempre, la voce della Sardegna del nord in un mondo sempre più veloce e sempre meno capace di fermarsi a ricordare.
Card editoriali come pagine da collezione: le firme che hanno scritto la storia del quotidiano e del giornalismo sportivo nordosardo.
Fondatore del quotidiano nel 1891, ne traccia l'identità editoriale come voce liberale e indipendente del nord Sardegna.
I giornalisti che nel 1906 raccontano la strage di Buggerru compiono un atto di giornalismo civile che entra nella storia della stampa italiana.
I cronisti sportivi del quotidiano che hanno raccontato la Torres, il Sassari Calcio, le gare tradizionali e i campioni del nord dell'isola.
Direttori e redattori dell'era del Gruppo L'Espresso che portano nuovi standard qualitativi e una maggiore apertura verso il pubblico nazionale.
La nuova generazione di giornalisti che guida il quotidiano nella sfida del digitale, mantenendo il radicamento nel territorio sassarese.
Giovani giornalisti formati nella tradizione del quotidiano, capaci di portare il racconto dello sport sardo verso nuovi linguaggi e nuovi pubblici.
Questo spazio accoglierà le prime pagine storiche, le fotografie delle redazioni e i documenti d'archivio de La Nuova Sardegna. Le immagini saranno aggiunte progressivamente.
La cronaca del 1906 fu tra le prime in Italia a documentare una strage operaia con tale dettaglio e partecipazione civile.
Fondare un quotidiano a Sassari nel 1891 era un atto di coraggio: portare il giornalismo di qualità fuori dalla capitale regionale.
La Nuova Sardegna è il principale archivio della storia calcistica sassarese: le gesta della Torres raccontate da oltre un secolo.
Il passaggio a SAE Sardegna SpA nel 2022 riporta il giornale a una proprietà legata al territorio, dopo decenni di grandi gruppi nazionali.
La storia si legge tra le righe di chi ha osato raccontarla.
La Nuova Sardegna · Museo dello Sport SardoQuesta sala è collegata al percorso più ampio dedicato a giornali, riviste, firme e archivi che hanno raccontato lo sport sardo.