Villasor
Il paese di nascita, nel Campidano di Cagliari.
La figura di maggior rilievo della storia dell'hockey prato sardo: doppio olimpionico a Helsinki 1952 e Roma 1960, capitano della Nazionale con la fascia sulle spalle, allenatore, Commissario Tecnico della Nazionale azzurra e Presidente del Comitato Regionale Sardo.
Giampaolo Medda nasce a Villasor nel 1927. La sua traiettoria sportiva, che spazia dal campo di gioco fino alle più alte cariche dirigenziali, rappresenta la crescita della scuola hockeistica isolana e la sua consacrazione a livello internazionale.
In carriera partecipa a due edizioni dei Giochi Olimpici consecutive: Helsinki 1952 e Roma 1960. In quest'ultima edizione, la Grande Olimpiade italiana, Medda scende in campo con la fascia di capitano della Nazionale italiana e guida un gruppo storico: nove giocatori sardi presenti nella formazione, otto provenienti dall'Amsicora Cagliari più il portiere U. Zorco del CUS Cagliari.
Ma la sua importanza non si esaurisce sul campo. Dopo gli anni da giocatore Medda prosegue una lunga carriera come allenatore, Commissario Tecnico della Nazionale italiana di hockey prato e, infine, Presidente del Comitato Regionale Sardo: un tragitto che ne fa la figura più autorevole e riconosciuta di tutta la disciplina in Sardegna.
Il paese di nascita, nel Campidano di Cagliari.
La squadra da cui provengono otto dei nove sardi in Nazionale a Roma.
Capitano della Nazionale nella Grande Olimpiade italiana.
Helsinki 1952 e Roma 1960: presenza consecutiva sul palcoscenico mondiale.
Cresciuto nella scuola dell'Amsicora Cagliari, la società che ha fatto la storia dell'hockey isolano. Medda è uno dei primi prodotti di quella tradizione tecnica sarda che inizierà a imporsi anche a livello nazionale.
A 25 anni partecipa per la prima volta ai Giochi Olimpici di Helsinki con la maglia della Nazionale italiana. È il primo passo di una presenza continua che durerà per tutta la decade successiva.
Nella Grande Olimpiade di Roma Medda indossa la fascia di capitano della Nazionale. È un momento storico: in formazione ci sono nove giocatori sardi, otto dall'Amsicora e Ubaldo Zorco del CUS Cagliari, portiere.
Finita la carriera da giocatore, Medda prosegue il suo impegno nello sport come allenatore, quindi come Commissario Tecnico della Nazionale italiana e infine come Presidente del Comitato Regionale Sardo di hockey prato.
Giampaolo Medda ha ricoperto tutte le cariche più importanti della disciplina: da giocatore a capitano, da allenatore a commissario tecnico della Nazionale, fino alla presidenza regionale.
Protagonista dell'Amsicora Cagliari e della Nazionale.
Fascia sulle spalle ai Giochi di Roma 1960.
Commissario Tecnico della Nazionale italiana.
Guida il Comitato Regionale Sardo di hockey prato.
Prima presenza olimpica con l'Italia.
Nove giocatori sardi in formazione azzurra.
Helsinki e Roma: presenze sul palcoscenico mondiale.
Giocatore, allenatore, C.T., presidente.
Quando l'Italia ospita la sua seconda Olimpiade moderna, la Nazionale di hockey prato schiera un blocco storico di atleti sardi: Giampaolo Medda in qualità di capitano, otto compagni dell'Amsicora Cagliari e Ubaldo Zorco, portiere del CUS Cagliari. Un record numerico che racconta quanto fosse forte e radicata la scuola isolana della disciplina in quel periodo.
Per il movimento sportivo sardo è una consacrazione: dal Campidano e da Cagliari partono i protagonisti di una delle pagine più importanti della storia olimpica della regione.
Non tutte le leggende dello sport vivono solo di medaglie. Il lascito di Giampaolo Medda è la dimostrazione che una disciplina può crescere in un'isola e arrivare fino al massimo palcoscenico mondiale se costruisce un sistema: società, tecnici, formazione e continuità dirigenziale.
Il suo nome è legato a tutta la generazione del dopoguerra che ha portato il nome della Sardegna dentro la grande geografia olimpica italiana, costruendo una scuola hockeistica ancora oggi riconosciuta.