1966: la RAI come ingresso nella scena pubblica
Entra nella sede regionale RAI di Cagliari a venticinque anni. In un sistema mediatico ancora fortemente centralizzato, la sua presenza contribuisce a costruire il volto televisivo dello sport isolano.
Voce storica del Cagliari, volto della RAI Sardegna e presenza critica capace di accompagnare per mezzo secolo il racconto sportivo dell'isola.
Antonio Capitta nasce a Cagliari il 7 maggio 1941 e costruisce una delle traiettorie più riconoscibili del giornalismo sportivo sardo. La sua firma e la sua voce accompagnano la crescita mediatica dell'isola, dal monopolio della RAI al sistema televisivo privato.
Il suo tratto distintivo non è solo la longevità. È la capacità di unire rigore professionale, presenza scenica e una sottile ironia che rendeva il commento sempre più ampio del semplice risultato. Con lui, la cronaca sportiva diventa anche interpretazione.
Capitta attraversa la grande stagione del Cagliari dello scudetto, segue rally, vela, calcio giovanile e dilettantistico, e nel tempo diventa anche riferimento istituzionale come presidente USSI Sardegna. È una figura-pontile tra il racconto televisivo classico e il giornalismo sportivo sardo contemporaneo.
Entra nella sede regionale RAI di Cagliari a venticinque anni. In un sistema mediatico ancora fortemente centralizzato, la sua presenza contribuisce a costruire il volto televisivo dello sport isolano.
Nei decenni in cui il Cagliari di Gigi Riva segna la storia del calcio italiano, Capitta diventa una delle voci che meglio restituiscono ai sardi il senso di quella eccezionalità, anche all'interno di programmi nazionali come 90° Minuto.
La sua cifra professionale è la versatilità. Segue il Rally Costa Smeralda, le sfide dell'Azzurra e del Destriero, il calcio minore e i campionati giovanili, mantenendo sempre la stessa serietà di sguardo.
Dopo la lunga stagione in RAI approda a Videolina e conduce "Anteprima Sport". In una fase di trasformazione dei media locali, riesce a restare centrale e riconoscibile senza perdere autorevolezza.
Succede a Carmelo Alfonso alla guida dell'USSI Sardegna nel 2003. Da quel momento, oltre a raccontare lo sport, rappresenta e accompagna l'intera categoria, diventando punto di riferimento per i più giovani.
Antonio Capitta non è solo un giornalista televisivo: è una figura di raccordo tra il grande racconto nazionale e la vita quotidiana dello sport sardo.
Per trentadue anni è uno dei riferimenti più riconoscibili della televisione pubblica sarda e nazionale sul versante sportivo.
La sua voce accompagna lo scudetto rossoblù e le grandi stagioni del club, restituendo appartenenza ai tifosi sardi dentro e fuori dall'isola.
Dal rally alla vela, dalle serie minori al telegiornale regionale, costruisce una presenza capace di attraversare formati e sport diversi.
Da presidente USSI e da collega senior, offre consigli, metodo e responsabilità a chi entra nel giornalismo sportivo sardo.
Il Cagliari raccontato al Paese intero
Negli anni del grande Cagliari, Antonio Capitta porta la Sardegna dentro uno dei riti televisivi più forti dell'Italia sportiva: 90° Minuto. Per i sardi lontani da casa, quel racconto non era solo informazione. Era appartenenza.
La sua presenza in trasmissioni come 90° Minuto, Domenica Sportiva e Tutto il Calcio Minuto per Minuto lo rende una figura familiare e credibile, capace di far convivere autorevolezza e misura narrativa.
È in questo punto che la sua figura supera il semplice mestiere di cronista: diventa mediazione culturale tra la Sardegna e la scena sportiva nazionale.
Dal 1966 al 1998 è tra i volti più stabili e credibili della televisione sportiva regionale.
Una seconda stagione professionale che conferma la sua centralità anche nel sistema privato sardo.
Assume la guida dell'associazione della stampa sportiva sarda, raccogliendo il testimone di Carmelo Alfonso.
La sua scomparsa chiude una stagione del giornalismo sportivo sardo, ma non ne interrompe l'influenza.
"Antonio era stimato da tutti per la sua professionalità seria e rigorosa nel lavoro, ma gioviale e cordiale fuori."
Carmelo Alfonso su Antonio Capitta
Antonio Capitta ha attraversato con coerenza più di cinquant'anni di sport sardo. Dalla RAI a Videolina, dalla cronaca del grande Cagliari alla guida dell'USSI, ha saputo rimanere centrale senza appoggiarsi mai al facile protagonismo.
Resta il modello di una professionalità seria ma non fredda, ironica ma non superficiale, generosa verso i più giovani e rigorosa verso il mestiere. Un'eredità che continua a funzionare come misura per chi racconta oggi lo sport in Sardegna.