Sala delle Firme · Giornalismo Sportivo Sardo

Carmelo Alfonso

Atleta, tecnico, cronista, dirigente e scrittore: una vita spesa dentro lo sport sardo, sempre a pochi passi dai suoi protagonisti.

1933 – 2026 · Alghero, Cagliari
RAI · capo servizio allo sport
Gazzetta · 45 anni di corrispondenza
Mussiadu · memoria del pugilato sardo
Identità
Voce e penna del Novecento sportivo sardo
Origine
Da Alghero a Cagliari
Percorso
Nuoto, tecnica, cronaca, libri
Eredità
Memoria viva dello sport isolano
Ritratto curatoriale

Non solo un giornalista. Un uomo che lo sport l'ha vissuto da dentro.

Carmelo Alfonso nasce ad Alghero il 7 dicembre 1933, ma la sua biografia sportiva si forma soprattutto a Cagliari, in una stagione della città in cui il campo, il porto, la palestra e il giornale sono ancora mondi vicini. Prima di raccontare lo sport, lo pratica e lo studia.

Nuotatore della Rari Nantes, diplomato all'ISEF di Roma, tecnico, dirigente federale, poi cronista instancabile per carta stampata, radio e televisione: Carmelo Alfonso attraversa decenni di sport sardo senza restare mai in superficie. Conosce atleti, ambienti, sofferenze e trionfi perché li ha frequentati direttamente.

È questa immersione totale che rende la sua figura speciale. Nelle sue cronache convivono competenza tecnica, memoria storica e una forma di fedeltà agli uomini dello sport che si ritrova anche nei libri, nei racconti, nelle testimonianze lasciate fino agli ultimi giorni.

1958
Ingresso in RAI
45
Anni con la Gazzetta dello Sport
2002
Pubblicazione di "Mussiadu"
01

Le origini tra Alghero e Cagliari

Nato ad Alghero, si trasferisce da bambino a Cagliari. In una città fatta ancora di spazi aperti, prati e campi improvvisati, cresce con un rapporto naturale con il movimento e con il gioco sportivo.

02

La Rari Nantes e la formazione tecnica

Il suo primo amore è il nuoto nella Rari Nantes Cagliari del porto. Da atleta passa alla formazione, si diploma all'ISEF di Roma e matura una competenza tecnica che lo porterà anche all'insegnamento e alla guida sportiva.

03

Allenatore, dirigente, uomo di campo

Prima della firma arriva il mestiere dello sport vissuto. Allena, lavora nel calcio e nel nuoto, entra negli organismi federali e osserva da vicino la nascita di tanti protagonisti dello sport sardo del dopoguerra.

04

La vita da cronista: RAI e carta stampata

Comincia giovanissimo a scrivere e poi entra in RAI nel 1958. Nel 1962 avvia il lungo rapporto con la Gazzetta dello Sport, destinato a durare circa quarantacinque anni. Diventa capo servizio allo sport e voce autorevole del racconto agonistico sardo.

05

Il pugilato e i suoi campioni

Segue da vicino figure come Franco Udella, Marco Scano e Tonino Puddu. Il suo legame con il pugilato sardo è profondo, personale, quasi militante: non racconta soltanto i match, ma le vite e le ferite che li accompagnano.

06

Mussiadu e il lascito finale

Nel 2002 pubblica "Mussiadu", tributo commosso a generazioni di pugili sardi. Continua a scrivere e commentare il Cagliari fino agli ultimi giorni, lasciando una memoria sportiva insieme documentaria e sentimentale.

Molteplici identità

Una firma che nasce dal corpo, dalla tecnica e dalla memoria.

La sua autorevolezza non dipende solo da dove scrive, ma da come abita lo sport: da atleta, tecnico, cronista, dirigente e autore.

Uomo d'acqua

La Rari Nantes e il nuoto sono la prima matrice della sua educazione sportiva e del suo modo di leggere il gesto tecnico.

Voce RAI

Per decenni accompagna i sardi attraverso cronache, rubriche e servizi televisivi, diventando un riferimento stabile del racconto sportivo.

Penna nazionale

La lunga collaborazione con la Gazzetta dello Sport lo colloca dentro il giornalismo italiano senza mai perdere lo sguardo radicato sull'isola.

Custode di memorie

Con "Mussiadu" trasforma il giornalismo in testimonianza lunga, dando al pugilato sardo una casa narrativa duratura.

2002

Mussiadu

Un libro per non perdere la memoria del ring sardo

Il libro · La ferita · Il tributo

Quando la cronaca diventa custodia.

"Mussiadu" non è soltanto una pubblicazione. È un gesto di fedeltà verso il pugilato sardo e verso i suoi campioni, soprattutto quelli che hanno vinto pagando prezzi umani altissimi.

Nel libro ritorna il caso di Tonino Puddu a Los Angeles, la storia dell'aranciata che precede il match con Rodolfo Gonzales, e soprattutto il bisogno di salvare dall'oblio un dolore che Carmelo aveva portato con sé per anni.

Qui si vede con chiarezza la sua statura: non solo cronista del risultato, ma uomo capace di trasformare un evento sportivo in memoria morale e civile.

Pugilato sardo
Mussiadu
Memoria e fedeltà
Narrazione d'autore
Riconoscimenti

Una carriera misurata in presenza, durata e credibilità.

1958

Ingresso in RAI

Comincia una lunga stagione nella radio e nella televisione pubblica, fino al ruolo di capo servizio allo sport.

1962

Gazzetta dello Sport

Diventa corrispondente della testata rosa e mantiene il rapporto per quasi mezzo secolo.

1986

USSI Sardegna

Presiede l'Unione Stampa Sportiva e ne rappresenta anche il livello nazionale come vice presidente.

2002

Pubblica Mussiadu

Il suo libro consegna al futuro il volto umano e sportivo del pugilato isolano.

"Carmelo era stimato un po' da tutti, per il suo carattere gioviale e per la sua correttezza esemplare."

Memoria del giornalismo sportivo sardo

Lascito

Una vita intera passata a non uscire mai davvero dallo sport.

Carmelo Alfonso ha incarnato per oltre settant'anni l'essenza di una figura rara: quella del giornalista che sa raccontare perché ha praticato, allenato, studiato, osservato e accompagnato gli atleti da vicino.

Ha seguito il Cagliari fino agli ultimi giorni, ha difeso la memoria del pugilato sardo, ha trasmesso conoscenza a generazioni di lettori e professionisti. La sua voce e la sua penna restano un archivio sentimentale e tecnico dello sport dell'isola.

Carmelo ci ha lasciato il 12 febbraio 2026, ma resta una delle coscienze più profonde e appassionate del racconto sportivo sardo.