Leggende e Icone · Palio di Siena

Andrea "Aceto" Degortes

Il Re del Palio di Siena: da Olbia a Piazza del Campo, il fantino sardo che ha dominato il tufo dell'era moderna.

Olbia · 1° maggio 1943
58 Pali corsi a Siena
14 vittorie in Piazza del Campo
21 anni con la Contrada dell'Oca
Identità
Il Re del Palio di Siena
Stile
Deciso, senza compromessi, sfrontato quanto basta
Segno
Strategia e lettura delle Contrade
Eredità
Mentore dei fantini sardi sul tufo
Ritratto curatoriale

Da un ovile della Gallura al tufo di Piazza del Campo.

Nato a Olbia il 1° maggio 1943 in una famiglia rurale dedita all'allevamento delle pecore, Andrea mostra ben presto che il suo sguardo è rivolto verso orizzonti più ampi: condizioni di vita migliori, un futuro di affermazioni.

Di temperamento deciso e desideroso di riscatto sociale, a quattordici anni lascia la Sardegna e si trasferisce a Roma, dove trova lavoro all'Ippodromo delle Capannelle. Sa già cavalcare: da quel momento i cavalli saranno tutta la sua vita.

Sente parlare del Palio di Siena, dei tre giri di Piazza del Campo, della loro pericolosità e della forte tenzone tra Contrade. Non si fa pregare e, non ancora maggiorenne, si trasferisce nella città toscana.

Olbia e la Gallura

Cresce in una famiglia di pastori, ma il suo orizzonte è già oltre il recinto dell'ovile: cerca un futuro da costruire con le proprie mani.

Le Capannelle

A quattordici anni è a Roma, all'ippodromo. È lì che il talento naturale in sella diventa un mestiere.

Il nome "Aceto"

Glielo assegnano i senesi per il carattere deciso, senza compromessi, a volte sfrontato e polemico quanto basta.

La testa oltre le gambe

Capisce dinamiche, strategie e risvolti politici tra le Contrade, oltre alle implicazioni psicologiche della corsa: è questo a portarlo subito alla ribalta.

01

L'arrivo a Siena

Il suo obiettivo è scendere sul tufo, tra i canapi di Piazza del Campo, e affrontare i rischi della corsa. Sa che è quella l'opportunità che insegue fin da giovanissimo: le due "carriere" — il 2 luglio e il 16 agosto — sono un attestato di successo e di gloria perenne.

02

L'esordio in Piazza del Campo

Il 2 luglio 1964 Degortes fa la sua prima apparizione nell'anello oblungo, con la sabbia di tufo stesa sul selciato e tre curve da far tremare i polsi: quella del Casato e quella, ancora più pericolosa, di San Martino. È in sella a Olimpico — nome ben augurante e profetico — e corre per la Contrada del Bruco.

03

La prima vittoria

La vittoria arriva l'anno dopo: il 2 luglio 1965, con il giubbino dell'Aquila. Da lì comincia la scalata che lo porterà ai vertici dei vincitori dell'era moderna.

04

I numeri da leggenda (1965–1992)

Cinquantotto Pali corsi, quattordici giubbe di Contrada indossate in Piazza del Campo, quattordici vittorie complessive — una in meno di Bastiancino, che ne conquistò quindici, ma nell'Ottocento. E ventun anni legati alla nobile Contrada dell'Oca, con cinque successi.

05

Gli altri Pali della penisola

Non solo Siena: al Palio di Asti prende parte a dieci edizioni con due vittorie (1968 per il Borgo San Pietro, 1984 per il Rione San Martino-San Rocco); vince a Legnano nel 1974 con la Contrada di Sant'Erasmo e a Buti nel 1973 per la Contrada San Nicolao. In Sardegna poche apparizioni: si ricordano una corsa vincente e un'esibizione all'Ippodromo del Poetto di Cagliari.

06

L'ultimo Palio: un duello da leggenda

Corre il suo ultimo Palio di Siena il 2 luglio 1992: tre giri che infiammano i contradaioli, con un duello a suon di nerbate tra Aceto e Legno — Sebastiano Deledda di Lula — acerrimi nemici allora, inseparabili amici oggi. L'ultima vittoria arriva il 3 luglio 1992 e, ironia della sorte, ancora con i colori della Contrada dell'Aquila, gli stessi del primo trionfo.

07

Asciano, l'allevamento e il museo

Appeso il nerbo al chiodo, Andrea si stabilisce ad Asciano, nelle Crete Senesi, dove realizza un apprezzabile allevamento di cavalli e costruisce un museo a suo nome: vi raccoglie e mette in mostra le fotografie e i tanti cimeli messi insieme nel tempo.

Molte dimensioni

Non solo il fantino: il mito, il mentore, il custode.

La statura di Degortes non si misura soltanto nei trionfi, ma nell'aver nobilitato il legame tra la Sardegna e Siena e nell'averlo trasmesso a chi è venuto dopo di lui.

Il Re del Campo

Quattordici vittorie e cinquantotto Pali corsi tra il 1964 e il 1992: cifre da consacrata leggenda nel Palio del Novecento.

Il mentore dei sardi

Dopo Pasquale Granata "Garantino", primo sardo sul tufo nel 1951, è Andrea a nobilitare quel legame e a fare da guida a tanti altri fantini isolani.

L'allevatore

Ad Asciano, nelle Crete Senesi, costruisce un apprezzabile allevamento di cavalli: la vita accanto agli animali che ne hanno segnato il destino.

Il custode della memoria

Fonda un museo a suo nome, dove raccoglie fotografie e cimeli: il Palio raccontato da chi lo ha vissuto tra i canapi.

Veduta storica di Piazza del Campo a Siena durante il Palio
Piazza del Campo

Tre giri, due curve e nessun secondo posto

Il Palio è un anello oblungo, sabbia di tufo stesa sul selciato e tre curve da far tremare i polsi. La più insidiosa è quella di San Martino; poco prima c'è il Casato. Non esiste piazzamento: conta solo la vittoria della Contrada.

È subito amore con la competizione, e i senesi gli assegnano il nome con cui sarà conosciuto ovunque: "Aceto". Si narra che, rifiutandosi di fare il tradizionale "giro della questua" riservato al fantino vincitore per ottenere più denaro, abbia fatto sì che quella consuetudine venisse progressivamente abbandonata.

Esordio 2 luglio 1964
14 Contrade rappresentate
Nerbate alla mossa
Aquila, prima e ultima
Il record

I numeri di una leggenda.

Un bilancio che colloca Andrea Degortes ai vertici assoluti dei vincitori del Palio dell'era moderna.

58

Pali corsi

A Siena, tra il 1964 e il 1992.

14

Vittorie

Al vertice dei vincitori dell'era moderna, una sola in meno del record ottocentesco.

14

Contrade

Le giubbe diverse indossate in Piazza del Campo.

21

Anni con l'Oca

Cinque vittorie con la nobile Contrada dell'Oca.

Archivio fotografico

Immagini dal tufo.

Piazza del Campo, la corsa e il museo di Asciano: le immagini che accompagnano la storia di Andrea Degortes.

Archivio video

Aceto raccontato.

Immagini in movimento dal Palio e dalla vita di Andrea Degortes.

"Il Re del Palio di Siena."

Museo dello Sport Sardo

Lascito

Un legame che dalla Gallura arriva fino al tufo.

Degortes non è stato il primo sardo a scendere in Piazza del Campo — quel titolo spetta a Pasquale Granata di Villanova Monteleone, detto "Garantino", nel 1951 — ma è lui ad aver nobilitato quel legame con le proprie imprese, diventando il mentore di tantissimi altri fantini isolani.

Dopo di lui e con lui sono scesi sul tufo Salvatore Ladu "Gianchino" di Bono, Giovanni Atzeni "Tittia" di Nurri, Carlo Sanna "Brigante" di Sindia, e ancora Peppino Pes "Pesse" e Massimo Coghe "Massimino", nati ad Asciano ma di chiare origini sarde.

Il suo mito è ancora oggi presente in piazza e tra i canapi: quando si parla di rivalità, nerbate alla mossa, strategie e del fascino spericolato del Palio del Novecento, il nome di Andrea Degortes resta il punto di riferimento assoluto.